Minimo comune denominatore

Modifica l’esempio e calcola.

Il minimo comune denominatore è il più piccolo numero che può fare da denominatore a tutte le tue frazioni insieme. Scrivi da 2 a 20 frazioni e la calcolatrice lo restituisce con ciascuna riscritta: per 1/6 e 3/8 è 24, con 4/24 e 9/24. Accetta interi, decimali limitati e numeri misti.

Inserisci da 2 a 20 valori, uno per riga. Puoi usare frazioni, interi, decimali finiti e numeri misti; usa il punto o la virgola decimale.

Risultato

Esatto

Compila i campi e premi «Calcola».

Trova il denominatore comune più piccolo e riscrive ogni valore come frazione equivalente.

Esempio: 1/6 e 3/8 → denominatore comune 24; 4/24 e 9/24.

Esempio visivo

Lo stesso valore con un denominatore comune

Moltiplica numeratore e denominatore per lo stesso fattore: per 4 in 1/6 e per 3 in 3/8.

1/6 = 4/24; 3/8 = 9/24. Il minimo comune denominatore è 24.

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Punti chiave

Definizione
È il mcm dei denominatori. Per frazioni con denominatori 4 e 10, il minimo comune denominatore è 20.
Riscrittura
Ogni numeratore si moltiplica per il denominatore comune diviso il denominatore della sua frazione: 20 ÷ 10 = 2, quindi 9/10 = 18/20.
Frazioni non ridotte
Ogni frazione viene prima semplificata: con 6/9 e 1/4 il denominatore è 12, non 36, perché 6/9 vale 2/3.
Input
Da 2 a 20 valori, uno per riga: frazioni, interi, decimali limitati o numeri misti con uno spazio, come 2 1/3.
Segno
Il segno resta al numeratore e il denominatore comune è sempre positivo.

Formula

a/b = (a × k)/(b × k), con k = m ÷ b e m = mcm dei denominatori

Esempio:3/8 e 5/12: m = 24; 3/8 = (3 × 3)/(8 × 3) = 9/24 e 5/12 = (5 × 2)/(12 × 2) = 10/24

k è un intero positivo e nessun denominatore può essere 0.

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Come si risolve

  1. Annota i denominatori.
  2. Trova il minimo comune multiplo (mcm): il numero più piccolo che tutti dividono esattamente.
  3. Quel mcm è il minimo comune denominatore.
  4. Converti ogni frazione: moltiplica numeratore e denominatore per mcm ÷ denominatore.
Esempio

4 × 9 = 6 × 6 = 9 × 4 = 36

3/4 = 27/36

1/6 = 6/36

5/9 = 20/36

Risultato: 36

Errore comune:Sbagliato: 4, 6 → 2.Giusto: 4, 6 → 12.Il denominatore comune è un multiplo dei denominatori, non un divisore. Il mcm di 4 e 6 è 12; 2 è il divisore comune.

Scrivi le frazioni nella calcolatrice, una per riga, e premi Calcola. La prima riga del risultato indica il denominatore e sotto compare ogni frazione già riscritta, pronta da sommare, sottrarre o confrontare. Il minimo comune denominatore di più frazioni è il minimo comune multiplo (mcm) dei loro denominatori. Per il mcm di numeri singoli usa la calcolatrice del mcm.

Esempio svolto: 5/6 e 7/15

Vuoi sommare 5/6 e 7/15. Quale denominatore comune usi e quanto fa la somma?

  1. Scomponi i denominatori. 6 = 2 × 3 e 15 = 3 × 5.
  2. Prendi ogni primo con l’esponente maggiore. Il mcm di 6 e 15 è 2 × 3 × 5 = 30.
  3. Calcola il fattore di ogni frazione. 30 ÷ 6 = 5 e 30 ÷ 15 = 2, quindi 5/6 = 25/30 e 7/15 = 14/30.
  4. Somma e semplifica. 25/30 + 14/30 = 39/30 e, dividendo per 3, si ottiene 13/10.

Risultato: denominatore 30 e somma 13/10, ossia 1 3/10.

Verifica: 13/10 − 7/15 = 39/30 − 14/30 = 25/30 = 5/6, quindi la somma riporta alla frazione di partenza.

Come si ottiene il denominatore comune

Ci sono due strade. La prima è elencare i multipli del denominatore maggiore fino a trovarne uno divisibile per gli altri: per 6 e 15, i multipli di 15 sono 15 e 30, e 30 si divide già per 6. La seconda è la scomposizione in fattori primi usata nell’esempio, più rapida quando i numeri crescono. Le due strade danno lo stesso numero.

Per vedere il mcm con l’elenco dei multipli e la scomposizione passo per passo, la calcolatrice del mcm lavora con numeri singoli invece che con frazioni.

Quattro casi in base ai denominatori

Prima di calcolare conviene guardare i denominatori, perché a volte il risultato si vede a colpo d’occhio. La tabella raccoglie quattro casi tipici e mostra come diventa ogni coppia o gruppo riscritto.

Denominatore comune in base al rapporto tra i denominatori
CasoFrazioniDenominatoreRiscritte
Uno divide l’altro1/3 e 5/12124/12 e 5/12
Nessun fattore in comune3/4 e 2/52015/20 e 8/20
Fattori in comune e tre frazioni1/4, 5/6 e 7/106015/60, 50/60 e 42/60
Frazione non ridotta2/4 e 1/363/6 e 2/6

Se un denominatore è multiplo di tutti gli altri, è lui il minimo; se non hanno fattori in comune, il minimo è il loro prodotto. Negli altri casi, come il terzo, bisogna guardare i primi.

Perché si usa il mcm e non l’MCD

Il massimo comune divisore (MCD) e il mcm si confondono facilmente perché nascono dagli stessi numeri. L’MCD è il numero più grande che divide tutti e serve a semplificare una frazione. Il mcm è il numero più piccolo che tutti dividono, ed è questo che richiede un denominatore comune: che ogni denominatore ci stia un numero intero di volte.

La guida alla differenza tra MCD e mcm confronta i due con più esempi, e la calcolatrice dell’MCD serve per semplificare.

Che cosa fare con le frazioni riscritte

Le frazioni con lo stesso denominatore si dicono omogenee, quelle con denominatori diversi eterogenee. Questa calcolatrice trasforma le seconde nelle prime. Con queste, la somma di frazioni e la sottrazione di frazioni si riducono a operare sui numeratori, e l’ordinamento di frazioni a mettere in fila i numeratori dal più piccolo al più grande.

Per confrontare solo due frazioni c’è un’altra via, il prodotto in croce, spiegata nella pagina per confrontare le frazioni. E per vedere che ogni frazione riscritta vale quanto l’originale, la pagina delle frazioni equivalenti mostra perché moltiplicare numeratore e denominatore per lo stesso numero non cambia il valore: è la proprietà invariantiva. L’operazione contraria, dividere per un fattore comune, è la semplificazione.

Limiti e fonte

Le frazioni riscritte non vengono ridotte, perché devono condividere il denominatore. Un denominatore 0 non è accettato e ogni numero può avere fino a 100 cifre.

In italiano, la voce Minimo comune multiplo di Wikipedia indica che il minimo comune denominatore è il mcm dei denominatori e che il mcm serve per sommare frazioni (consultata il 16 ottobre 2026).

Domande frequenti

Come si trova con tre o più frazioni?

Procedi a coppie: calcola il mcm dei primi due denominatori e poi il mcm di quel risultato con il successivo. Con 1/3, 1/5 e 1/8, il mcm di 3 e 5 è 15 e quello di 15 e 8 è 120. La calcolatrice fa lo stesso con fino a 20 frazioni e le riscrive tutte con quel denominatore.

Bisogna usare per forza il minimo?

No. Qualsiasi multiplo comune dei denominatori va bene e porta allo stesso risultato; il minimo serve solo a tenere piccoli i numeri. Per 1/9 + 1/6, con 54 si ottiene 6/54 + 9/54 = 15/54, da semplificare alla fine. Con 18, il minimo, viene 2/18 + 3/18 = 5/18 senza quel passaggio.

Che differenza c’è con il mcm?

Nel calcolo nessuna: il minimo comune denominatore è il mcm dei denominatori. Cambia l’uso. Il mcm si chiede per numeri singoli, il minimo comune denominatore per frazioni che poi vanno riscritte. Con 2/9 e 7/12, il mcm di 9 e 12 è 36 e le frazioni diventano 8/36 e 21/36.

Passo successivo

Minimo comune multiplo (mcm) Trova il mcm tra due o più interi e vedi il MCD usato a ogni passaggio: mcm tra 12 e 18 = 36.

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