In italiano undicesimo ha due usi: è l’ordinale che indica la posizione 11 (l’undicesimo piano) ed è anche il nome della frazione 1/11, una sola delle undici parti uguali di un intero (un undicesimo). Dal terzo in poi la parola della frazione è la forma ordinale: contesto e articolo decidono il senso. Lo spagnolo, invece, separa i due usi con due parole: onceavo (1/11) e undécimo (posizione 11).
Verdetto rapido
- Per nominare 1/11: un undicesimo. Un undicesimo è una delle undici parti uguali dell’unità; scritto come frazione, 1/11.
- Per nominare la posizione 11: l’undicesimo. L’undicesimo piano è il piano che occupa il posto 11.
- Entrambi gli usi sono corretti: «l’undicesimo piano» indica un posto, «un undicesimo del serbatoio» indica 1/11 del serbatoio. Decidono l’articolo e il complemento.
- La regola che ordina tutto: 1/2 ha la sua parola (mezzo, o metà); da 1/3 in poi il nome della frazione coincide con l’ordinale (terzo, quarto, undicesimo, ventesimo). Da 11 in poi l’ordinale termina in -esimo.
- Come si legge: 3/11 si dice «tre undicesimi». Il numeratore è un numero cardinale; il denominatore va al plurale.
La calcolatrice di frazioni restituisce il valore esatto di 3/11 e mostra che la frazione è già ridotta ai minimi termini. Prima di usarla conviene sapere come si chiama ogni denominatore, perché il nome cambia con il numero di parti in cui si divide l’unità. Questa pagina si concentra sulla nomenclatura; per la lettura in generale c’è leggere e scrivere le frazioni, che presenta l’ordine numeratore–denominatore con esempi.
La tabella che chiarisce undicesimo e un undicesimo
La tabella abbina il nome di ogni frazione unitaria 1/n all’ordinale della stessa posizione. La colonna di sinistra risponde a «come si chiama questa quantità?»; quella di destra a «come si chiama questo posto?».
| Frazione | Nome della frazione | Ordinale della stessa posizione | Decimale approssimato |
|---|---|---|---|
| 1/2 | un mezzo (o metà) | secondo | 0,5 |
| 1/3 | un terzo | terzo | 0,333… |
| 1/4 | un quarto | quarto | 0,25 |
| 1/5 | un quinto | quinto | 0,2 |
| 1/6 | un sesto | sesto | 0,1666… |
| 1/7 | un settimo | settimo | 0,1428… |
| 1/8 | un ottavo | ottavo | 0,125 |
| 1/9 | un nono | nono | 0,111… |
| 1/10 | un decimo | decimo | 0,1 |
| 1/11 | un undicesimo | undicesimo | 0,0909… |
| 1/12 | un dodicesimo | dodicesimo | 0,0833… |
| 1/13 | un tredicesimo | tredicesimo | 0,0769… |
| 1/14 | un quattordicesimo | quattordicesimo | 0,0714… |
| 1/15 | un quindicesimo | quindicesimo | 0,0666… |
| 1/16 | un sedicesimo | sedicesimo | 0,0625 |
| 1/17 | un diciassettesimo | diciassettesimo | 0,0588… |
| 1/18 | un diciottesimo | diciottesimo | 0,0555… |
| 1/19 | un diciannovesimo | diciannovesimo | 0,0526… |
| 1/20 | un ventesimo | ventesimo | 0,05 |
| 1/100 | un centesimo | centesimo | 0,01 |
| 1/1000 | un millesimo | millesimo | 0,001 |
Due punti aiutano a leggere la tabella. Da 1/3 a 1/1000 il nome della frazione e l’ordinale sono la stessa parola (terzo, decimo, undicesimo): solo l’articolo o il contesto dicono se si parla di una quantità o di un posto. Per 1/2 le parole sono diverse: mezzo per la quantità e secondo per il posto. Lo spagnolo ha una coppia dello stesso tipo: tercio (1/3) contro tercero (3°).
La regola del -esimo da 11 in poi
Da 11 in poi l’ordinale, e quindi il nome della frazione, si forma dal numero cardinale con la terminazione -esimo, togliendo la vocale finale: undici → undicesimo, dodici → dodicesimo, tredici → tredicesimo, venti → ventesimo. Quando il numeratore è maggiore di 1, il denominatore va al plurale: tre undicesimi.
- 4/11 si legge «quattro undicesimi».
- 5/12 si legge «cinque dodicesimi».
- 7/20 si legge «sette ventesimi».
- 1/50 si legge «un cinquantesimo».
Il nome che sta a parte, mezzo, va ricordato perché ritorna di continuo (accanto a metà). Da 1/3 a 1/10 i nomi (terzo, quarto, quinto…) sono già ordinali, e da 11 in poi la terminazione è regolare.
Perché 1/2 è «un mezzo» e non «un secondo»?
Mezzo nomina la quantità 1/2, mentre secondo nomina il posto 2: sono due parole diverse. Per 1/2 occorre dunque dire un mezzo o metà, non «un secondo». Dal terzo in poi, invece, la parola è la stessa per la quantità e per il posto, e a distinguerle sono l’articolo e il complemento. La guida leggere e scrivere le frazioni raccoglie questi nomi con esempi.
Ordinali che contano anche parti
Un ordinale può nominare una quantità anche quando accompagna la parola parte. L’espressione «la ventesima parte» indica esattamente 1/20: una quantità, non un posto. Lo stesso vale per «l’undicesima parte» (1/11) e «la dodicesima parte» (1/12), e anche «la terza parte» indica 1/3. È un giro di frase più formale di un undicesimo, ma è corretto. Per 3/11 si dice semplicemente «tre undicesimi».
Poiché la stessa parola serve per i due usi, a fare la differenza sono l’articolo e il complemento: un undicesimo e l’undicesimo del serbatoio contano parti, l’undicesimo piano nomina un posto. La tabella mostra alcune forme corrette e ciò che indicano:
| Forma | Che cosa indica | Uso |
|---|---|---|
| un undicesimo | 1/11 | quantità |
| l’undicesimo del serbatoio | 1/11 del serbatoio | quantità |
| l’undicesima parte | 1/11 | quantità (forma formale) |
| l’undicesimo piano | il piano di posto 11 | posizione |
| l’undicesimo posto | il posto numero 11 | posizione |
Che cosa decide il senso in italiano
In italiano il criterio è grammaticale. Il nome di una frazione risponde a «quanto?»; un ordinale risponde a «quale?». Dato che da 1/3 in poi sono la stessa parola, il lavoro lo fanno l’articolo e il complemento: un undicesimo e l’undicesimo del serbatoio indicano una quantità, l’undicesimo piano indica un posto. Sia «un terzo del serbatoio» sia «un undicesimo del serbatoio» sono italiano corretto.
Per approfondire la parte matematica di queste letture, la guida sulle frazioni continue ed egizie mostra come una stessa quantità si scriva in più modi senza cambiare valore.
«Un terzo» e «il terzo»
Entrambi rimandano al numero 3, ma non sono intercambiabili. Un terzo è la frazione 1/3 e si usa da solo: «ne resta un terzo del serbatoio». Il terzo è un ordinale: «il terzo capitolo». Anche «la terza parte» indica 1/3, ma è una forma più formale e richiede il sostantivo parte.
La differenza conta quando si scrive. In un enunciato matematico va bene la forma nominale («un terzo di 18 è 6»); in un testo descrittivo si può scrivere anche «la terza parte del totale». Entrambe indicano la stessa quantità e rispettano lo stesso intero. La guida sui tipi di frazioni spiega quando 1/3 è una frazione propria e quando la quantità supera l’unità.
Come si legge 3/11 e qualsiasi altra frazione
Per leggere una frazione si nomina prima il numeratore — che conta le parti — e poi il denominatore — che ne dà la dimensione. 3/11 si legge «tre undicesimi»: tre parti di dimensione 1/11. Il numeratore è un cardinale (tre) e il denominatore va al plurale (undicesimi). Con numeratore 1 la frazione è unitaria e si legge al singolare: «un undicesimo», mai «un undicesimi».
- 1/11 → «un undicesimo».
- 3/11 → «tre undicesimi».
- 7/12 → «sette dodicesimi».
- 11/20 → «undici ventesimi».
- 13/100 → «tredici centesimi».
Quando il denominatore supera 10 e non ricordi il nome, puoi anche dire «tre su undici»: il valore e il significato non cambiano, eviti solo di cercare una parola. Ciò che non conviene mai è cambiare il denominatore per avere un nome più comodo: 3/11 e 3/10 sono quantità diverse.
1/11 = 1 ÷ 11 ≈ 0,09 (una di undici parti uguali)
Prova tu: tre letture da verificare
- Leggi 4/11. Risposta: «quattro undicesimi», oppure «quattro su undici». Durante il calcolo si mantiene 4/11 e solo alla fine, se serve il decimale, si scrive 4/11 ≈ 0,36.
- Nomina 1/20. Risposta: «un ventesimo». L’equivalente con parte è «la ventesima parte». Entrambi valgono 0,05.
- Correggi la frase. «Ne restano tre undicesimo della torta.» Risposta: «Ne restano tre undicesimi della torta.» Il denominatore va al plurale quando il numeratore è maggiore di 1.
1/10 = decimo · 1/11 = undicesimo · 1/12 = dodicesimo · 1/100 = centesimo
Dall’aula alla vita quotidiana
In un enunciato matematico il nome della frazione è esatto e breve: «somma tre undicesimi e due undicesimi» si scrive 3/11 + 2/11 = 5/11 e si risolve sommando i numeratori. Se a voce il nome suona strano, si può ripiegare su «tre su undici». Le due letture descrivono la stessa frazione, e la prima si inserisce con naturalezza in un’operazione scritta.
Cambia anche l’unità. Dire solo «un undicesimo» lascia la quantità a metà: 1/11 di litro non è 1/11 di metro. La guida sullo stesso intero e lo strumento di rappresentazione delle frazioni aiutano a fissare che il denominatore descrive parti uguali di un intero preciso, non parti sciolte.
Come si legge una frazione maggiore di uno?
Si legge allo stesso modo, anche quando la quantità supera l’unità. 14/11 si dice «quattordici undicesimi» e vale più di 1. Come numero misto diventa 1 3/11, che si legge «un intero e tre undicesimi». Il nome del denominatore non cambia perché ci sono più unità: ogni unità resta divisa in undici parti uguali. Per esercitarti nella conversione c’è lo strumento frazione impropria in numero misto.
Come collegare una frazione al suo nome senza errori
Un errore frequente è trattare il nome come se descrivesse il numeratore. In «tre undicesimi» il 3 conta le parti e l’undici ne fissa la dimensione: nessuna delle due cifre è superflua. Il secondo errore è dimenticare il plurale del denominatore quando il numeratore supera 1 («tre undicesimo» invece di «tre undicesimi»). I piani di un edificio, i capitoli di un libro e i posti di una classifica si numerano con gli ordinali (undicesimo, dodicesimo, ventesimo).
Una routine basta quasi sempre: chiediti che cosa devi nominare. Se è una quantità, usa il nome della frazione (un undicesimo, un ventesimo, un centesimo; un terzo per 1/3). Se è una posizione, usa l’ordinale (l’undicesimo, il ventesimo, il centesimo). Poiché la parola è spesso la stessa, sono l’articolo o il complemento («del serbatoio», «piano») a fissare il senso. E se hai dubbi, di’ «tante su tante» e mostra la frazione scritta.
Limiti di questa pagina
Questo articolo ordina i nomi e le letture, ma non trasforma un nome in una quantità né cambia il valore di una frazione: un undicesimo e l’undicesima parte sono due etichette per lo stesso numero, e nessuna delle due altera il calcolo. L’aritmetica esatta resta affare delle frazioni, non dei loro nomi.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra undicesimo e un undicesimo?
Undicesimo è l’ordinale per la posizione 11; con l’articolo un nomina anche una delle undici parti uguali di un intero. Un undicesimo è quindi la frazione 1/11, mentre l’undicesimo piano è un posto. Sono l’articolo e il complemento a indicare se si tratta di una quantità o di una posizione.
Si può dire «l’undicesimo piano»?
Sì: è la forma corretta per la posizione 11. Si dice correttamente anche «l’undicesimo del serbatoio» per 1/11 del serbatoio. La stessa parola serve nei due casi; a precisare se si tratta di un posto o di una quantità sono il complemento e l’articolo.
Perché 1/2 si dice «un mezzo» e non «un secondo»?
Perché l’italiano mantiene due parole distinte: mezzo (o metà) nomina la quantità 1/2, mentre secondo nomina la posizione 2. Dal terzo in poi, invece, la parola della frazione coincide con l’ordinale (terzo, quarto, undicesimo).
Come si legge 3/11 ad alta voce?
Si legge «tre undicesimi». Il numeratore tre è un cardinale e il denominatore undici prende la terminazione -esimo al plurale. Se chi ascolta non conosce il nome, «tre su undici» indica la stessa frazione senza cambiarne il valore.
Si può dire «l’undicesima parte»?
Sì, è una formulazione più formale: «l’undicesima parte» indica 1/11 e «la ventesima parte» indica 1/20. Un undicesimo e l’undicesima parte nominano la stessa quantità.
«Un terzo» è lo stesso di «il terzo»?
No. «Un terzo» è la frazione 1/3; «il terzo» è un ordinale che indica un posto, come in «il terzo capitolo». In un calcolo si usa un terzo; per una posizione si usa terzo.